
Notizie Generali
Storia
La storia dei greci inizia dal 2000 a.C., quando delle popolazioni del nord di stirpe indoeuropea, probabilmente dalla Russia meridionale (steppe del caucaso al di sopra del mar nero), scesero dal nord e occuparono tutta la Grecia. Le etnie più note erano gli ioni, gli eoli e gli achei. Questi ultimi erano i più famosi in Grecia, perché introdussero un nuovo tipo di combattimento militare: il combattimento a cavallo. Gli achei, detti anche micenei, divenuti potenti nel peloponneso, nel 1400 conquistarono l'isola di Creta, e da allora iniziò un periodo chiamato "prima colonizzazione greca", in cui i micenei colonizzarono l'asia minore e che culminò con la conquista della famosa città di Troia, presa probabilmente nel XII secolo a.c. (presumibilmente attorno al 1250 a.C.) Alla fine del secolo XII, per cause imprecisate, probabilmente grazie all'invasione dei popoli del mare o cataclismi naturali, i regni micenei (in primis le città-stato di Argo e Micene) vanno in rovina. L'unica di queste città che rivestirà anche successivamente una posizione di rilievo nella storia greca sarà Sparta. Da questo momento inizierà per i greci quel periodo chiamato "medioevo ellenico", che va dal XII al IX sec. a.C. e viene anche chiamato età oscura, per via della scarsità di fonti storiche certe (difatti non vi sono documenti scritti di questi secoli); si crede che gli achei avessero smesso di commerciare con popoli come egizi o fenici. Un ruolo molto importante svolgeva la poesia, che in quell'epoca aveva il dovere di trasmettere ai giovani i valori della società greca come: pubblica stima, gloria, onore, rispetto per gli uomini più anziani.
Alla fine del medioevo ellenico, i greci conquistarono territori esterni alla Grecia e fondarono colonie come Gela, Siracusa, Agrigento e in seguito anche Cirene, nella parte più settentrionale dell'Africa.
Tra il XIII e l'VIII secolo avvenne la discesa del popolo dei Dori. Questo popolo si situò nel territorio del Peloponneso e insieme agli Eoli e Ioni, governeranno la Grecia. Gli Achei andarono in rovina dopo molte sconfitte in guerra, e quei pochi che erano rimasti, vivevano nascosti chiamandosi Acaiai. Del popolo greco oggi noi abbiamo molte fonti, poiché all'epoca, qualcuno si preoccupò di scrivere della loro vita. Lo storico che ci racconta in maniera dettagliata della storia dei greci è Erodoto. Egli racconta della loro religione, dei suoi costumi e dell'arte. La religione dei greci, come ben sappiamo, era una religione politeista, poiché credevano in molti dei. Veneravano gli dei in base anche alla loro importanza. Ad esempio a Zeus, il capo degli dei, donavano più opere rispetto a tutti gli altri dei di meno importanza; tuttavia Apollo aveva in ogni modo una posizione di rilievo nel pantheon ellenico in quanto dio del sole e dei vaticinii (famosa era infatti la Pizia Delfica). A loro venivano fatti sacrifici e venivano costriuti templi in loro onore (vedi l'arte greca). Le città stato (poleis) sul suolo ellenico appartenevano alla stessa etnia, ma, essendo frazionate politicamente, avevano costumi più o meno differenti tra loro (appartenevano in ogni modo a tre diverse etnie) ed erano perrennemente in guerra tra loro, disfando e rifacendo continuamente le alleanze. Questo fenomeno, che prenderà il nome di particolarismo, impedirà la creazione di uno stato unitario di tutti i greci.
Sicuramente la città più influenete della popolazione dorica era Sparta, grazie al suo potere militare, città molto chiusa, tanto che quasi tutte le informazioni su di loro ci sono arrivate da fonti esterne, spesso ateniesi che, essendo i rivali mortali di Sparta, intrecciano sovente la realtà con propaganda ateniese, gettando discredito sugli spartani.
I bambini all'età di 7 anni venivano mandati nei "campi lavoro", dove venivano educati alla guerra, a non aver paura di affrontare il nemico e soprattutto venivano costretti ad uccidere. Il loro governo era basato sulla aristocrazia, e si dividevano in nobili e poveri. Mentre in grecia si stava instaurando un potere democratico, a Sparta invece si esaltava ancora di più il potere dei nobili, poiché i nobili potevano andare a combattere la guerra, mentre i contadini no. All'età di 20 anni, i fanciulli potevano ritornare a casa e dedicarsi completamente al corpo e alla guerra. A 60 anni, invece, erano liberi di non partecipare più alla vita militare. La fine di Sparta avvenne a causa della mancata dedizione all'agricoltura o all'artigianato. Era un popolo molto ricco, ma allo stesso tempo povero di artisti, pittori e filosofi. Secondo alcuni la fine di Sparta si ebbe a causa di un terribile terremoto che portò alla distruzione della città. Non si hanno fonti sicure sulla vita che svolgevano quotidianamente gli spartani, proprio perché nessuno scriveva, e quindi non si hanno fonti certe sulla nascita e caduta di Sparta. Si sa solamente che era posta nella zone del Peloponneso, a sud della Grecia, e che fu dominata dai Dori nel 10 sec a.c.
Monumenti
Storia
La storia dei greci inizia dal 2000 a.C., quando delle popolazioni del nord di stirpe indoeuropea, probabilmente dalla Russia meridionale (steppe del caucaso al di sopra del mar nero), scesero dal nord e occuparono tutta la Grecia. Le etnie più note erano gli ioni, gli eoli e gli achei. Questi ultimi erano i più famosi in Grecia, perché introdussero un nuovo tipo di combattimento militare: il combattimento a cavallo. Gli achei, detti anche micenei, divenuti potenti nel peloponneso, nel 1400 conquistarono l'isola di Creta, e da allora iniziò un periodo chiamato "prima colonizzazione greca", in cui i micenei colonizzarono l'asia minore e che culminò con la conquista della famosa città di Troia, presa probabilmente nel XII secolo a.c. (presumibilmente attorno al 1250 a.C.) Alla fine del secolo XII, per cause imprecisate, probabilmente grazie all'invasione dei popoli del mare o cataclismi naturali, i regni micenei (in primis le città-stato di Argo e Micene) vanno in rovina. L'unica di queste città che rivestirà anche successivamente una posizione di rilievo nella storia greca sarà Sparta. Da questo momento inizierà per i greci quel periodo chiamato "medioevo ellenico", che va dal XII al IX sec. a.C. e viene anche chiamato età oscura, per via della scarsità di fonti storiche certe (difatti non vi sono documenti scritti di questi secoli); si crede che gli achei avessero smesso di commerciare con popoli come egizi o fenici. Un ruolo molto importante svolgeva la poesia, che in quell'epoca aveva il dovere di trasmettere ai giovani i valori della società greca come: pubblica stima, gloria, onore, rispetto per gli uomini più anziani.
Alla fine del medioevo ellenico, i greci conquistarono territori esterni alla Grecia e fondarono colonie come Gela, Siracusa, Agrigento e in seguito anche Cirene, nella parte più settentrionale dell'Africa.
Tra il XIII e l'VIII secolo avvenne la discesa del popolo dei Dori. Questo popolo si situò nel territorio del Peloponneso e insieme agli Eoli e Ioni, governeranno la Grecia. Gli Achei andarono in rovina dopo molte sconfitte in guerra, e quei pochi che erano rimasti, vivevano nascosti chiamandosi Acaiai. Del popolo greco oggi noi abbiamo molte fonti, poiché all'epoca, qualcuno si preoccupò di scrivere della loro vita. Lo storico che ci racconta in maniera dettagliata della storia dei greci è Erodoto. Egli racconta della loro religione, dei suoi costumi e dell'arte. La religione dei greci, come ben sappiamo, era una religione politeista, poiché credevano in molti dei. Veneravano gli dei in base anche alla loro importanza. Ad esempio a Zeus, il capo degli dei, donavano più opere rispetto a tutti gli altri dei di meno importanza; tuttavia Apollo aveva in ogni modo una posizione di rilievo nel pantheon ellenico in quanto dio del sole e dei vaticinii (famosa era infatti la Pizia Delfica). A loro venivano fatti sacrifici e venivano costriuti templi in loro onore (vedi l'arte greca). Le città stato (poleis) sul suolo ellenico appartenevano alla stessa etnia, ma, essendo frazionate politicamente, avevano costumi più o meno differenti tra loro (appartenevano in ogni modo a tre diverse etnie) ed erano perrennemente in guerra tra loro, disfando e rifacendo continuamente le alleanze. Questo fenomeno, che prenderà il nome di particolarismo, impedirà la creazione di uno stato unitario di tutti i greci.
Sicuramente la città più influenete della popolazione dorica era Sparta, grazie al suo potere militare, città molto chiusa, tanto che quasi tutte le informazioni su di loro ci sono arrivate da fonti esterne, spesso ateniesi che, essendo i rivali mortali di Sparta, intrecciano sovente la realtà con propaganda ateniese, gettando discredito sugli spartani.
I bambini all'età di 7 anni venivano mandati nei "campi lavoro", dove venivano educati alla guerra, a non aver paura di affrontare il nemico e soprattutto venivano costretti ad uccidere. Il loro governo era basato sulla aristocrazia, e si dividevano in nobili e poveri. Mentre in grecia si stava instaurando un potere democratico, a Sparta invece si esaltava ancora di più il potere dei nobili, poiché i nobili potevano andare a combattere la guerra, mentre i contadini no. All'età di 20 anni, i fanciulli potevano ritornare a casa e dedicarsi completamente al corpo e alla guerra. A 60 anni, invece, erano liberi di non partecipare più alla vita militare. La fine di Sparta avvenne a causa della mancata dedizione all'agricoltura o all'artigianato. Era un popolo molto ricco, ma allo stesso tempo povero di artisti, pittori e filosofi. Secondo alcuni la fine di Sparta si ebbe a causa di un terribile terremoto che portò alla distruzione della città. Non si hanno fonti sicure sulla vita che svolgevano quotidianamente gli spartani, proprio perché nessuno scriveva, e quindi non si hanno fonti certe sulla nascita e caduta di Sparta. Si sa solamente che era posta nella zone del Peloponneso, a sud della Grecia, e che fu dominata dai Dori nel 10 sec a.c.
Musei
Storia
La storia dei greci inizia dal 2000 a.C., quando delle popolazioni del nord di stirpe indoeuropea, probabilmente dalla Russia meridionale (steppe del caucaso al di sopra del mar nero), scesero dal nord e occuparono tutta la Grecia. Le etnie più note erano gli ioni, gli eoli e gli achei. Questi ultimi erano i più famosi in Grecia, perché introdussero un nuovo tipo di combattimento militare: il combattimento a cavallo. Gli achei, detti anche micenei, divenuti potenti nel peloponneso, nel 1400 conquistarono l'isola di Creta, e da allora iniziò un periodo chiamato "prima colonizzazione greca", in cui i micenei colonizzarono l'asia minore e che culminò con la conquista della famosa città di Troia, presa probabilmente nel XII secolo a.c. (presumibilmente attorno al 1250 a.C.) Alla fine del secolo XII, per cause imprecisate, probabilmente grazie all'invasione dei popoli del mare o cataclismi naturali, i regni micenei (in primis le città-stato di Argo e Micene) vanno in rovina. L'unica di queste città che rivestirà anche successivamente una posizione di rilievo nella storia greca sarà Sparta. Da questo momento inizierà per i greci quel periodo chiamato "medioevo ellenico", che va dal XII al IX sec. a.C. e viene anche chiamato età oscura, per via della scarsità di fonti storiche certe (difatti non vi sono documenti scritti di questi secoli); si crede che gli achei avessero smesso di commerciare con popoli come egizi o fenici. Un ruolo molto importante svolgeva la poesia, che in quell'epoca aveva il dovere di trasmettere ai giovani i valori della società greca come: pubblica stima, gloria, onore, rispetto per gli uomini più anziani.
Alla fine del medioevo ellenico, i greci conquistarono territori esterni alla Grecia e fondarono colonie come Gela, Siracusa, Agrigento e in seguito anche Cirene, nella parte più settentrionale dell'Africa.
Tra il XIII e l'VIII secolo avvenne la discesa del popolo dei Dori. Questo popolo si situò nel territorio del Peloponneso e insieme agli Eoli e Ioni, governeranno la Grecia. Gli Achei andarono in rovina dopo molte sconfitte in guerra, e quei pochi che erano rimasti, vivevano nascosti chiamandosi Acaiai. Del popolo greco oggi noi abbiamo molte fonti, poiché all'epoca, qualcuno si preoccupò di scrivere della loro vita. Lo storico che ci racconta in maniera dettagliata della storia dei greci è Erodoto. Egli racconta della loro religione, dei suoi costumi e dell'arte. La religione dei greci, come ben sappiamo, era una religione politeista, poiché credevano in molti dei. Veneravano gli dei in base anche alla loro importanza. Ad esempio a Zeus, il capo degli dei, donavano più opere rispetto a tutti gli altri dei di meno importanza; tuttavia Apollo aveva in ogni modo una posizione di rilievo nel pantheon ellenico in quanto dio del sole e dei vaticinii (famosa era infatti la Pizia Delfica). A loro venivano fatti sacrifici e venivano costriuti templi in loro onore (vedi l'arte greca). Le città stato (poleis) sul suolo ellenico appartenevano alla stessa etnia, ma, essendo frazionate politicamente, avevano costumi più o meno differenti tra loro (appartenevano in ogni modo a tre diverse etnie) ed erano perrennemente in guerra tra loro, disfando e rifacendo continuamente le alleanze. Questo fenomeno, che prenderà il nome di particolarismo, impedirà la creazione di uno stato unitario di tutti i greci.
Sicuramente la città più influenete della popolazione dorica era Sparta, grazie al suo potere militare, città molto chiusa, tanto che quasi tutte le informazioni su di loro ci sono arrivate da fonti esterne, spesso ateniesi che, essendo i rivali mortali di Sparta, intrecciano sovente la realtà con propaganda ateniese, gettando discredito sugli spartani.
I bambini all'età di 7 anni venivano mandati nei "campi lavoro", dove venivano educati alla guerra, a non aver paura di affrontare il nemico e soprattutto venivano costretti ad uccidere. Il loro governo era basato sulla aristocrazia, e si dividevano in nobili e poveri. Mentre in grecia si stava instaurando un potere democratico, a Sparta invece si esaltava ancora di più il potere dei nobili, poiché i nobili potevano andare a combattere la guerra, mentre i contadini no. All'età di 20 anni, i fanciulli potevano ritornare a casa e dedicarsi completamente al corpo e alla guerra. A 60 anni, invece, erano liberi di non partecipare più alla vita militare. La fine di Sparta avvenne a causa della mancata dedizione all'agricoltura o all'artigianato. Era un popolo molto ricco, ma allo stesso tempo povero di artisti, pittori e filosofi. Secondo alcuni la fine di Sparta si ebbe a causa di un terribile terremoto che portò alla distruzione della città. Non si hanno fonti sicure sulla vita che svolgevano quotidianamente gli spartani, proprio perché nessuno scriveva, e quindi non si hanno fonti certe sulla nascita e caduta di Sparta. Si sa solamente che era posta nella zone del Peloponneso, a sud della Grecia, e che fu dominata dai Dori nel 10 sec a.c.
Località
Storia
La storia dei greci inizia dal 2000 a.C., quando delle popolazioni del nord di stirpe indoeuropea, probabilmente dalla Russia meridionale (steppe del caucaso al di sopra del mar nero), scesero dal nord e occuparono tutta la Grecia. Le etnie più note erano gli ioni, gli eoli e gli achei. Questi ultimi erano i più famosi in Grecia, perché introdussero un nuovo tipo di combattimento militare: il combattimento a cavallo. Gli achei, detti anche micenei, divenuti potenti nel peloponneso, nel 1400 conquistarono l'isola di Creta, e da allora iniziò un periodo chiamato "prima colonizzazione greca", in cui i micenei colonizzarono l'asia minore e che culminò con la conquista della famosa città di Troia, presa probabilmente nel XII secolo a.c. (presumibilmente attorno al 1250 a.C.) Alla fine del secolo XII, per cause imprecisate, probabilmente grazie all'invasione dei popoli del mare o cataclismi naturali, i regni micenei (in primis le città-stato di Argo e Micene) vanno in rovina. L'unica di queste città che rivestirà anche successivamente una posizione di rilievo nella storia greca sarà Sparta. Da questo momento inizierà per i greci quel periodo chiamato "medioevo ellenico", che va dal XII al IX sec. a.C. e viene anche chiamato età oscura, per via della scarsità di fonti storiche certe (difatti non vi sono documenti scritti di questi secoli); si crede che gli achei avessero smesso di commerciare con popoli come egizi o fenici. Un ruolo molto importante svolgeva la poesia, che in quell'epoca aveva il dovere di trasmettere ai giovani i valori della società greca come: pubblica stima, gloria, onore, rispetto per gli uomini più anziani.
Alla fine del medioevo ellenico, i greci conquistarono territori esterni alla Grecia e fondarono colonie come Gela, Siracusa, Agrigento e in seguito anche Cirene, nella parte più settentrionale dell'Africa.
Tra il XIII e l'VIII secolo avvenne la discesa del popolo dei Dori. Questo popolo si situò nel territorio del Peloponneso e insieme agli Eoli e Ioni, governeranno la Grecia. Gli Achei andarono in rovina dopo molte sconfitte in guerra, e quei pochi che erano rimasti, vivevano nascosti chiamandosi Acaiai. Del popolo greco oggi noi abbiamo molte fonti, poiché all'epoca, qualcuno si preoccupò di scrivere della loro vita. Lo storico che ci racconta in maniera dettagliata della storia dei greci è Erodoto. Egli racconta della loro religione, dei suoi costumi e dell'arte. La religione dei greci, come ben sappiamo, era una religione politeista, poiché credevano in molti dei. Veneravano gli dei in base anche alla loro importanza. Ad esempio a Zeus, il capo degli dei, donavano più opere rispetto a tutti gli altri dei di meno importanza; tuttavia Apollo aveva in ogni modo una posizione di rilievo nel pantheon ellenico in quanto dio del sole e dei vaticinii (famosa era infatti la Pizia Delfica). A loro venivano fatti sacrifici e venivano costriuti templi in loro onore (vedi l'arte greca). Le città stato (poleis) sul suolo ellenico appartenevano alla stessa etnia, ma, essendo frazionate politicamente, avevano costumi più o meno differenti tra loro (appartenevano in ogni modo a tre diverse etnie) ed erano perrennemente in guerra tra loro, disfando e rifacendo continuamente le alleanze. Questo fenomeno, che prenderà il nome di particolarismo, impedirà la creazione di uno stato unitario di tutti i greci.
Sicuramente la città più influenete della popolazione dorica era Sparta, grazie al suo potere militare, città molto chiusa, tanto che quasi tutte le informazioni su di loro ci sono arrivate da fonti esterne, spesso ateniesi che, essendo i rivali mortali di Sparta, intrecciano sovente la realtà con propaganda ateniese, gettando discredito sugli spartani.
I bambini all'età di 7 anni venivano mandati nei "campi lavoro", dove venivano educati alla guerra, a non aver paura di affrontare il nemico e soprattutto venivano costretti ad uccidere. Il loro governo era basato sulla aristocrazia, e si dividevano in nobili e poveri. Mentre in grecia si stava instaurando un potere democratico, a Sparta invece si esaltava ancora di più il potere dei nobili, poiché i nobili potevano andare a combattere la guerra, mentre i contadini no. All'età di 20 anni, i fanciulli potevano ritornare a casa e dedicarsi completamente al corpo e alla guerra. A 60 anni, invece, erano liberi di non partecipare più alla vita militare. La fine di Sparta avvenne a causa della mancata dedizione all'agricoltura o all'artigianato. Era un popolo molto ricco, ma allo stesso tempo povero di artisti, pittori e filosofi. Secondo alcuni la fine di Sparta si ebbe a causa di un terribile terremoto che portò alla distruzione della città. Non si hanno fonti sicure sulla vita che svolgevano quotidianamente gli spartani, proprio perché nessuno scriveva, e quindi non si hanno fonti certe sulla nascita e caduta di Sparta. Si sa solamente che era posta nella zone del Peloponneso, a sud della Grecia, e che fu dominata dai Dori nel 10 sec a.c.

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